Quando pensi che l’ideologia sia morta…

…Ti chiedono i soldi all’uscita della metro.

lottacomm

 

Esco dalla metro di Udine, verso le 8,30, e con gli occhi ancora assonnati intravedo un tizio in completo color pastello e camicia lucida in cima alle scale. Quando ancora siamo a una mezza dozzina di scalini di distanza

– Eccolo qua, un comunista,

dice.

Saranno i capelli.

Gli stringo la mano e cordialecuriosociula

– è bello che voi crediate davvero in qualcosa.

-“Davvero” come?
e mi sa che pensa già alla presa per il culo.

– Davvero come qualcuno che regala i giornali per diffondere l’ideologia, dico.

Lui sorride con gli occhi piatti, mi mostra la testata -che poi è quella dell’immagine- e mi dice

– Ci servono cinque euro per il finanziamento, visto che Noi non riceviamo finanziamenti…

E davvero la N è maiuscola.

Ecco.
L’ideologia on è morta: cerca fondi.
Saluto sorridendo senza dire no e senza dire sì.
Mi allontano verso la fermata della 55, si sa mai che oggi non la perda.
Non spengo le orecchie, però, come forse si supponeva facessi.

– Vabbé, ma se non ci dai niente allora sei come tutti gli altri, altro che palle.

Faccio qualche passo ancora, per l’inerzia dei pensieri che ho in testa.
Scriverepost controllalamail alzaleveneziane.
Pensieri del genere.
Ma l’inerzia finisce appena tagliato l’angolo. Mi fermo. Mi giro. Torno verso le scale della metro e raggiungo il signore con il completo pastello da dietro, mentre sta approcciando un altro coi capelli da comunista.
Gli tocco il braccio, lui si gira già un po’ già incazzato.

– No, siete voi come tutti gli altri, gli dico.

– Cosa?

– Non sono io a essere come tutti gli altri. Siete voi. Voi che chiedete i soldi fuori dalla metropolitana, come tutti gli altri.

– Ma Noi lo facciamo perché non riceviamo finanziamenti. Non vogliamo ricevere finanziamenti, Noi.

– Certo che li volete. Solo che li volete da me, non dallo Stato.

– Non è la stessa cosa perché Noi non pretendiamo di avere i soldi che vi rubano in tasse.

– Voi non pagate le tasse?

– Come non… Non ho detto niente del genere.

– Hai detto “che vi rubano”. Vi.

– Intendevo Ci.

– Ma scusa, allora perché non chiedi il finanziamento per la testata? Sarebbe un modo per riavere quello che Vi hanno tolto. Con le tasse.

Silenzio.
Mi immagino le riunioni in cui lui e i suoi colleghi condividono quello che gli succede per strada, e quando qualcuno riporta frasi come “chiedete il finanziamento”, qualcun altro ha sempre la battuta pronta.
Poi inizia la gara a chi ha raccolto più cinqueeuri, perché la competizione si sa è l’anima dell’ideologia come di tutti gli altri giochi.
ADesso però c’è solo lui, che secondo me comincia a percepire intensamente i cinque euro nelle tasche altrui che si sta perdendo parlando con me.

Quindi mi guarda strano. E sorride.

– Ah, ok… Ti ho capito, a te. Sei grillino, vero?

C’è questa cosa che non mi levo dalla testa.
Di quando sarò vecchio e probabilmente rincoglionito.
Di quando finirò a bere al bar due bianchini al mattino, per sopportare di non avere un cazzo da fare per il resto del giorno.
Di quando, vecchio e rincoglionito e ubriaco, avrò la lacrima facile come tutti gli ubriachi e i rincoglioniti e i vecchi. Di quando piangerò per la nostalgia.

Per cosa piangerò se non sarò riuscito a credere in nulla a trent’anni, mi chiedo.

E la 55 mi passa davanti, mezza vuota.