Scighera di corsa.

A Milano senza scighera non è mica inverno.

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Però se la vedete fuori dalla finestra appena svegli, facile vi faccia passar la voglia di infilare le scarpette e vi fornisca l’assist che aspettavate per tornare sotto al piumone. Ma, se correte al mattino come capita di fare a me, la nebbia on è così male…

1- Tiene caldo. Ok, non è che proprio scaldi. Mica parliamo di una coperta termica. Ma, manuali di meteorologia alla mano, se c’è la nebbia significa che non fa poi così freddo. Cioè non c’è quel gelo pungente che attraversa i guanti, che incartapecora le guance, che fa bruciare le narici. Non vi troverete con gli occhi umidi e il naso che cola dopo i primi 200 metri, insomma.

2- Bagna la barba e i capelli. Basta correre per dieci minuti e sarete bagnati come dopo una maratona.
“Ma come, sei già a casa?”
“Non vedi come son sudato? Ho corso un sacco”.
Occhiolino e via sotto la doccia.

3- Non ci vedi, ma gli altri non vedono te. Ok: se correte su una statale trafficata, sul ciglio di un burrone o in mezzo alle bancarelle dei mercatini di Natale che non ci si veda a un palmo potrebbe causarvi un problema. Ma se correte in quei posti un problema in più o in meno non fa molta differenza… Per chi invece core di solito su sentieri o strade pedonali, l’effetto “Nuvola di Nulla” è una garanzia di anonimato. Calzini spaiati? Rumorose flatulenze? Fiatone stile vaporiera? Beh, tanto non mi vedranno mai in faccia…

4- Non ci vedi-bis. Pazzesco quanto sembrino nuove le cose se non potete concentrarvi su quello che sta 100 metri più avanti. Tutto vi spunta di fronte all’improvviso. Una curva, la facciata di un palazzo, un cartello… Tutto si staglia davanti allo schermo della nebbia come scontornato, isolato, elevato. Un normale frangi traffico assurge a proporzioni surreali, isolato com’è dal suo contesto. Scoprire un percorso un passo alla volta vi permetterà di vederne i dettagli sotto una luce diversa, e ri-apprezzare quel piccolo circuito di mondo che è la vostra pista quotidiana.

20151209_0837375- L’odor della nebbia – Non è fumo e non è vapore. Vi sembrerà d’essere dentro a un aerosol, a cui qualcuno ha aggiunto gli aromi della città e della campagna. Erba. Corteccia. Intonaco. Ma diluiti, apposta per narici appena svegliate.

6- L’odore del cappuccino quando rientri – Questione di reazioni. Accostamenti. Sequenze. D’altronde lo sapete che un sapore si esalta o si svilisce in relazione a quello che gli mettete vicino. Beh, nebbia e caffé fanno combo, ché l’aroma tostato libera le narici dall’umido, e trasforma il fumo in profumo. Il cappuccio dopo la corsa già di per se’ è un premio, ma dopo la nebbia è addirittura un tonico.

7- Non si sente. Non c’è l’effetto ovattato della neve, va bene, ma i suoni arrivano comunque più lenti, persi come sono a trovar la strada, anche loro. Il silenzio della provincia con la nebbia è l’intimità del sonno appena finito. Un ingresso dolce nella giornata.

8- Si sente e basta. No, non è in contraddizione con quello di sopra. Non molto, almeno. Il punto è che, a non vedere cosa li causa, i rumori assumono una definizione speciale. Il tram. Lo zampettare leggero di un cane a passeggio. La chiave nel portone di un palazzo. Sono dettagli sonori che non sentireste, e che invece sono lì. Lo sono sempre, ma di solito li obliate, concentrati su altro.

9- Concentrazione – C’è questa cosa quando si entra in chiesa: sapete che dovete star zitti, composti, compiti. Non so quale sia la ricetta, ma evidentemente un ingrediente di quel silenzio speciale cell’ha anche la nebbia. C’è il vostro respiro più o meno regolare. C’è il battere dei piedi sulla strada. C’è l’ondeggiare dei vestiti. Ma soprattutto ci siete voi. Mentre l’alito di addensa aggiungendo nebbia alla nebbia, ci siete voi. Liberi. O concentrati. O a pezzi. In ogni caso, lontani dall’ufficio, dalla lezione, dalla casa. Meravigliosamente pallidi nel pallore dell’aria. Siete liberi.

10- Tanto ormai… Se avete visto la nebbia alla finestra significa che tanto ormai siete in piedi. Certo, il materasso tiepido è allettante, ma ormai siete svegli… Un piccolo sforzo e ne sarà valsa la pena!